ALPINI IN AFGHANISTAN: IL RE E’ NUDO MA CONTINUIAMO A LASCIARE CHE UCCIDA

 

 

I 92.000 documenti segreti sulle atrocità e gli abusi della guerra
americana (e italiana…) in Afghanistan, dal 2004 al 2009, rivelati dal sito web
WikiLeaks (contemporaneamente con il quotidiano statunitense The New York times, il britannico The Guardian e il settimanale tedesco der Spiegel). La raccapricciante realtà quotidiana della guerra, fatta di «incidenti», fuoco amico, guerra sporca degli squadroni della morte e dei contractors, massacri compiuti dai «droni», gli aerei senza pilota teleguidati da una base in Nevada contro presunti taleban, che uccidono quotidianamente decine e decine di bambini, uomini e donne!

In occidente dove prevale l’ipocrita ignoranza che induce anche in
Italia a rifinanziare la missione (ovvero la guerra) in Afghanistan, si fa finta di niente, anzi si osannano e ringraziano i soldati che partono e che tornano, gente che va ad uccidere (perchè di questo si tratta) e che spesso viene uccisa per gli interessi dei padroni del mondo, da una parte, dall’altra perchè la guerra è un elemento strutturale di questo mondo, un meccanismo in cui sono in gioco interessi enormi, commesse alle industrie della guerra, petrolio, materie prime, un sistema tentacolare che si insinua nelle vite di tutti noi.

NON E’ UN CASO SE ORMAI ACCETTIAMO TUTTO, NON C’E’ CHE DIRE: CI HANNO LAVORATO PER BENE! 
 
VEDI ANCHE IL VIDEO: Afghanistan: Effetti collaterali? – I bambini.
 
"SETTIMO" In partenza 350 soldati guidati dal colonnello Sfarra
Alpini, bis in Afghanistan: «Coopereremo coi civili»
Con l’Ana progetto per tre pozzi d’acqua
gazzettino 24/7/10
Partirà martedì 27 luglio, la bandiera di guerra del 7. Reggimento Alpini. Con essa, anche il suo comandante, il colonnello Paolo Sfarra. La destinazione è l’Afghanistan, paese nel quale le penne nere bellunesi tornano per la seconda volta. La prima fu a cavallo di 2006 e 2007, quando gli alpini del Settimo operarono a Kabul. Questa volta andranno nel sud del territorio afgano, a Bakwa, uno dei 13 distretti della provincia di Farah, territorio che conta oltre 400 mila abitanti. Una compagnia è già in zona, dove sta lavorando per il passaggio delle consegne che avverrà ufficialmente ad agosto. Il reggimento (circa 350 persone) sarà operativo nel paese mediorientale entro metà agosto, mentre la Brigata Julia per settembre. Ieri, alla caserma Salsa, il comandante ha salutato le autorità (tra gli altri erano presenti il prefetto e il sindaco di Belluno) e le associazioni d’arma, illustrando brevemente ciò che i suoi uomini andranno a fare in Afghanistan. «Pattugliamento e controllo del territorio sono i nostri compiti principali – ha detto Sfarra – ma una parte specifica del nostro contingente si dedicherà all’attività Cimic, vale a dire la cooperazione civile-militare -. Si tratta di un’attività già realizzata nella passata missione (il progetto Belluno-Kabul, ndr) e che andremo ad effettuare anche questa volta, in stretto collegamento con le molteplici e complesse realtà territoriali afgane e, naturalmente, con la collaborazione delle attive e generose realtà bellunesi». A questo proposito, i tre presidente delle sezioni Ana provinciali, Carlo Balestra (Feltre), Arrigo Cadore (Belluno) e Antonio Cason (Cadore) hanno annunciato che è già in fase avanzata un progetto per la realizzazione di tre pozzi per l’approvvigionamento di acqua nella zona dove opererà il Settimo, uno per ognuna delle tre sezioni. 
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1 Response to ALPINI IN AFGHANISTAN: IL RE E’ NUDO MA CONTINUIAMO A LASCIARE CHE UCCIDA

  1. Roland says:

    È una vergogna, uno schifo, che l’Italia mandi i suoi soldati in Afghanistan come servi dell’America, la quale lo ha invaso per i suoi interessi con le solite scuse ormai decotte sul cosiddetto “terrorismo”, che non ha più diritto a starci di quanto non ne avrebbero i cinesi a stare nel Texas, e che per i suoi interessi vi ha ammazzato e vi continua ad ammazzare una quantità i civili, a tormentarvi la gente innocente, e a rovinare il paese come ha distrutto l’Irak. Ditelo all’obbediente ministro La Russa, entusiata delle « missioni di pace » che gli americani vanno svolgendo per il mondo!

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