[ cesiomaggiore (frutta bio e pesticidi) ] 26 Giugno, 2009 13:04

Meleti a Calliol e Tussui. La protesta ridecolla

dal Gazzettino, Cesiomaggiore


Meleti tra Tussui e Calliol: le proteste ora si fanno insistenti. Sono, infatti, iniziati i trattamenti alle piante che da alcune settimane occupano numerosi ettari tra le frazioni di Calliol e Tussui a Cesiomaggiore. Qualcuno dei residenti si lamenta anche del forte odore che durante l’uso dei macchinari per il trattamento si sparge nei dintorni. E c’è chi, infine, sorride di fronte all’ipotetico indotto che tale coltivazione avrebbe portato a Cesiomaggiore. Chi lavora, infatti, presso l’impianto per buona parte è di origine straniera, e anche le mele prodotte probabilmente non saranno rivendute in quel di Cesiomaggiore. E, quindi, quali sarebbero i benefici tanto citati mesi fa durante la sistemazione del terreno per la coltivazione dei meleti, intervento che ha praticamente distrutto parte del paesaggio collinare che contraddistingueva Calliol?
È passato ormai un anno da quando, saputo dell’arrivo di produttori dal Trentino per la coltivazione intensiva di mele, i cittadini e i coltivatori di Cesiomaggiore si sono mossi per arginare la situazione. Prima con una raccolta firme, poi con una serie di convegni, poi con la partecipazione ad un gruppo di lavoro promosso dal Comune di Cesiomaggiore che avrebbe dovuto stendere un documento che ponesse un veto alle future coltivazioni di questo tipo nel territorio cesiolino. È bastato? Poco o niente. C’è già chi è pronto a scommettere che anche il terreno su cui sorgerà a breve, dice l’amministrazione comunale, un vigneto, sia in realtà uno specchietto per le allodole, e che altri meleti siano in arrivo. D’altronde, è diventato quasi un paradosso ormai parlare di agricoltura in un comune che in realtà da due anni non ha nemmeno l’assessorato che se ne occupa.

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[ base militare a mattarello (TN) ] 26 Giugno, 2009 13:02

Il campeggio antimilitarista si terrà nel parco Gocciadoro di Trento, sul prato in cima alla collinetta, occupato per l’occasione.

info e mappa per arrivare cliccaqui

[ tumori nel feltrino ] 19 Giugno, 2009 12:51

QUESTO IL TESTO DI UN MANIFESTO A FIRMA COMITATO IMMAGINARIO APPARSO IERI MATTINA IN TUTTA FELTRE. NON POSSIAMO CHE CONDIVIDERLO!

LA SAPA E' NOCIVA

La SAPA (ex ALCOA, ex Metallurgica feltrina famosa per i morti da amianto...) è un'industria multinazionele altamente nociva, situata nel pieno centro di Feltre, che dal 1942 al 2009 ha disperso fumi e sostanze inquinanti nell'aria senza l'adozione di nessun tipo di filtri o abbattitori di polveri. Sostanze pericolose, quantità smisurate di anidride carbonica, diossina, polveri cancerogene quali l'ESACLOROETANO, SOSTANZA TOSSICA MAI DICHIARATA DALL'AZIENDA, in misura di oltre 50 volte i massimi consentiti per legge ed in quantità di OLTRE 500 TONNELLATE in 30 anni!

Gli enti preposti alla protezione ambientale e alla salute pubblica non hanno mai rilevato le polveri sottili, come non hanno mai preso in considerazione la questione delle nanoparticelle fonte di patologie tumorali emesse da questo tipo di impianti. Del resto neanche lo spaventoso tasso di mortalità dei dipendenti, causata da patologie tumorali (oltre l'80%) è mai stato riportato dagli organi sanitari competenti.
LO STESSO TERRENO DI PROPRIETÀ DI SAPA È IN PARTE STATO UTILIZZATO PER DECENNI COME DISCARICA DI RIFIUTI TOSSICI E SPECIALI CON GRAVE PREGIUDIZIO PER LE FALDE ACQUIFERE.

SAPA HA ANNUNCIATO IL PROGETTO DI POTENZIAMENTO DELLA FONDERIA, ARRIVANDO A PRODURRE FINO A 40000 TONNELLATE DI ALLUMINIO ALL'ANNO. Allo scopo ha proposto lo spostamento della attuale fonderia di 150 metri, in un'area già coperta, spacciandolo come atto di salvaguardia dell'ambiente. In realtà è una mera scelta di opportunità aziendale per utilizzare un capannone vuoto, che non influisce minimamente sui veleni emessi, anzi si avvicinerebbe ulteriormente ad un'area abitativa in espansione ed alle scuole Canossiane con buona pace di studenti ed insegnanti!

Questo nuovo ecomostro porterebbe il consumo di solo metano (con relative emissioni di polveri sottili, nanoparticelle, CO2, ecc.) a OLTRE 5 MILIONI DI MQ ANNUI, PARI AL COMBUSTIBILE USATO IN TUTTO IL COMUNE DI FELTRE, in un'area che tutti sappiamo essere la più a rischio in Europa per scarsità di ricambio di aria e con il triste primato di patologie tumorali.

All'evidente potenziamento del disastro ambientale a solo scopo di lucro si aggiungerebbe un SFREGIO PAESAGGISTICO senza precedenti in una zona di particolare pregio storico e delicata dal punto di vista ambientale e residenziale, con la costruzione di una struttura alta come un edificio di 10 piani.

La capacità produttiva della nuova fonderia sarebbe di ben 8 volte superiore alla disponibilità di scarti provenienti da lavorazioni interne, obbligando quindi l'azienda a reperire sul mercato oltre l'80% del materiale da rifondere, RIDUCENDO DI FATTO FELTRE AD UNA DISCARICA DI ROTTAMI DI DUBBIA PROVENIENZA PARI A 35000 TON./ANNO, PROVENIENTI DAL RICICLAGGIO DI METALLI A BASSO COSTO MA ANCHE DI PESSIMA QUALITA', VERNICIATO, CONTENENTE IDROCARBURI, OLII E COMPONENTI VARI NON IDENTIFICABILI, CON AUMENTO NOTEVOLE DEL TRAFFICO PESANTE IN CITTA'. Il giro d'affari creato dalla movimentazione di questa porcheria sarebbe enorme, ben oltre i soldi investiti per i nuovi forni spacciati come “di ultima generazione” (in realtà sono di seconda mano...). IL TANTO SBANDIERATO “INVESTIMENTO” DI SAPA SULLA CITTÀ ALTRO NON È CHE UNA SPECULAZIONE MILIONARIA A DANNO DI CHI CI LAVORA, DELL'AMBIENTE, DEI POLMONI DI TUTTI!
Chi ci ha lavorato ci ricorda che un esperimento del genere è già stato provato intorno agli anni '80, con lo stoccaggio in azienda di oltre 2000 ton. di materiale esterno di pessima qualità, che alla prova della fusione ha dato risultati disastrosi dal punto di vista ambientale (che hanno provocato la chiusura dello stabilimento per giorni). La direzione si sbarazzò del materiale in questione spedendolo presso un proprio stabilimento in Sardegna, a Portovesme, in un'area in riva al mare un tempo paradiso naturale , oggi distrutta dalle speculazioni industriali!

Come vedremo in questi giorni le “autorità” (in)competenti hanno di fatto già deciso per il via libera a questo scellerato piano: una dopo l'altra pioveranno le autorizzazioni, si vaneggeranno migliorie e perfezionamenti con le assicurazioni che la situazione sarà monitorata in continuazione, le emissioni saranno tenute “sotto controllo” (ma in 50 anni nessuno è andato a verificare se vi erano filtri!!). I parametri saranno sempre troppo permissivi e ARPAV e soci continueranno a recitare il loro ruolo di agenzie fantasma. Si speculerà sulla crisi, SINDACATI IN TESTA, e sui posti di lavoro per zittire le critiche (come se i padroni non dislocassero le fabbriche senza tanti complimenti quando ne hanno voglia...). A rimetterci, al solito, sarà la qualità della vita di tutti/e, lavoratori dello stabilimento e abitanti del feltrino, e gli azionisti della SAPA potranno sfregarsi le mani per i lauti guadagni in arrivo.

I “politici” si riempiono la bocca di difesa dell'ambiente e green economy mentre continuano a perpetuare un sistema industriale obsoleto e mortifero, basato sullo sfruttamento che produce senza sosta nocività, distruggendo la terra per produrre merci da venderci. Crediamo che anche in questo caso (come per l'amianto) aspettarsi qualcosa di buono da parte istituzionale sia pura illusione. E' necessario invece attivarci tutti/e, dal basso senza mediazioni, in prima persona, informandoci e approfondendo, coordinandoci.

PER OPPORCI A QUESTO ENNESIMO SCEMPIO VERSO LO SMANTELLAMENTO IMMEDIATODELLE PRODUZIONI NOCIVE E DEI POSTI DI LAVORO INSALUBRI, PER TRASFORMARE TOTALMENTE IL NOSTRO MODO DI VIVERE!

Comitato immaginario 

 

[ base militare a mattarello (TN) ] 09 Giugno, 2009 20:00

CLICCA SOPRA PER INFO

E`uscito il numero 7 (maggio) di Rompere le Righe

il foglio antimilitarista contro la base di Mattarello e contro la guerra

scarica il pdf romperelerighe7.pdf.pdf

 

[ tumori nel feltrino ] 27 Maggio, 2009 18:58

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO UN CONTRIBUTO DI UN EX LAVORATORE SAPA, FELTRE

 1) Da quanto emerso sulla stampa ci si è finalmente accorti come una fabbrica di lavorazioni metallurgiche a caldo in centro città ha, dal 1942 ad oggi, emesso quantità enormi di fumi e sostanze inquinanti nell'aria senza l'adozione di nessun tipo di filtri o abbattitori di polveri.
Sostanze pericolose, quantità smisurate di anidride carbonica, diossina, polveri cancerogene quali l'ESACLOROETANO, SOSTANZA TOSSICA MAI DICHIARATA DALL'AZIENDA, in misura di oltre 50 volte i massimi consentiti per legge ed in quantità di OLTRE 500 TONNELLATE in 30 anni!
 
2) La fonderia, che dovrebbe essere spostata di circa 150 metri per convenienze aziendali, quindi a distanza ridicola ai fini di salvaguardia ambientale cittadina, sarebbe comunque fuori norma superando di ben 3 volte il limite imposto dalla legislazione europea (16 microgrammi per metro cubo anziché 5 come previsto limite massimo).
 
3) La potenzialità, per quanto dichiarato dall'azienda, risulterebbe di 40000 tonnellate/anno, capacità produttiva ben 8 volte superiore alla disponibilità di sfridi (rottami) interni obbligando quindi l'azienda a reperire sul mercato oltre l'80% dei rottami, RIDUCENDO DI FATTO FELTRE AD UNA DISCARICA DI ROTTAMI DI DUBBIA PROVENIENZA PARI A 35000 TON./ANNO, PROVENIENTI DAL RICICLAGGIO DI METALLI A BASSO COSTO MA ANCHE DI PESSIMA QUALITA', VERNICIATO, CONTENENTE IDROCARBURI, OLII E COMPONENTI VARI NON IDENTIFICABILI, CON AUMENTO NOTEVOLE DEL TRAFFICO PESANTE IN CITTA'.
 
4) All'evidente potenziamento del disastro ambientale a solo scopo di lucro si aggiungerebbe un SFREGIO PAESAGGISTICO senza precedenti in una zona di particolare pregio storico e delicata dal punto di vista ambientale e residenziale, con la costruzione di una struttura alta come un edificio di 10 piani.
 
5) In realtà meglio amministrate come il comune di Bolzano si procede in senso inverso investendo in risanamento attraverso la riduzione di emissioni pericolose e investendo in energie rinnovabili (vedi progetto Helmut Moroder).
 
6) Questa nuova fonderia porterebbe il consumo di solo metano a OLTRE 5 MILIONI DI MQ ANNUI, PARI AL COMBUSTIBILE USATO IN TUTTO IL COMUNE DI FELTRE, in un'area che tutti sappiamo essere la più a rischio in Europa per scarsità di ricambio di aria e con il triste primato di patologie tumorali.
 
7) La fonderia non ha motivazioni tecnico-produttive di sussistere in un'azienda produttrice di soli estrusi con un rapporto produzione/finito di 1,2 ma aveva tale necessità in passato, data la grande disponibilità di rottami interni puliti prodotti in reparti quali laminatoio – trafileria – linea pastiglie – dischi ecc., con rapporti produzione/finito anche superiori a 1,5 con la necessità di produrre in fonderia vari formati di placche e billette in leghe non reperibili sul mercato, di alta specializzazione prodotte solo a feltre e a volte esportate anche all'estero.
 
Mario Gris,
dipendente per 32 anni della Metallurgica feltrina e responsabile per oltre 10 anni della fonderia.

[ tumori nel feltrino ] 18 Maggio, 2009 17:33

fonte: il gazzettino 17/5/09

«La città si interroghi sull’opportunità o meno di accogliere la nuova fonderia che è nei progetti della Sapa (ex Metallurgica ed ex Alcoa) nello stabilimento in pieno centro città». A lanciare l’appello è Mario Gris, dipendente della storica fabbrica per 32 anni nonché responsabile, per un decennio, della fonderia esistente. (Continua)

[ agricoltura frankenstein ] 30 Aprile, 2009 23:47

riceviamo e assolutamente pubblichiamo!

SICURAMENTE L'INVASIONE DI PANNOCCHIE TRANSGENICHE E' GIA AVVENUTA DA ANNI ANCHE IN QUESTA PROVINCIA, MA APPRENDERE CHE LA FRANKENSTEIN/AGRICOLTURA SI ESPANDE CON LA COLTIVAZIONE DELLA COLZA FRANCAMENTE NON E' LA PIU' BELLA DELLE NOTIZIE. IL SEGUENTE ARTICOLO DEL CORRIERE DELLE ALPI CI PRESENTA L'INIZIATIVA DI DUE AGRICOLTORI DI SANTA GIUSTINA COME UNA FELICE SOLUZIONE PER INCREMENTARE I GUADAGNI, TUTELARE L'AMBIENTE, FAR FELICI LE API, PRODURRE BIOCARBURANTE, MANGIME PER LE MUCCHE... CON L'AIUTO DI TECNICI DEKALB, CIOE' MONSANTO?

DATE UN'OCCHIATA A COSA COMBINA PER IL MONDO (E QUANTE VOLTE E' STATA CONDANNATA) QUESTA FABBRICA DI MORTE:

La Monsanto è una delle più grandi imprese mondiali dedite alla manipolazione genetica. Ha gia modificato semi di soia, cotone, mais e sta progettando la modificazione di patate e grano.Monsanto sperimenta i propri prodotti sugli animali .

E inoltre produce il BGH, un ormone per far crescere più in fretta i bovini destinati al macello - ritenuto altamente cancerogeno da molti scienziati - e il POSILAC, un altro ormone che accresce la produzione di latte nelle mucche. (Continua)

[ Impianto di collegamento "San Martino di Castrozza - Passo Rolle" ] 30 Aprile, 2009 23:08


Collegamento sulla rotta Colbricon… un bel pastrocchio!!!

Qualche settimana fa ha destato clamore la decisione della SAT di ricorrere alla Corte Europea di Bruxelles… una scelta storica, è stata definita. E mica per  nulla ciò poteva accadere! Oltrepassati certi limiti non ci si può più appellare alla tolleranza.
Un bel gesto, doveroso, sacrosanto, un gesto di amore e coraggio di una Società che, nel cuore di tutti, rappresenta un importante vessillo per chi ama e rispetta la montagna. Prendere una posizione così forte non è stato certo facile, ma la svendita di Colbricon è la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Colbricon è un patrimonio prezioso e di tutti!
Il territorio è un bene comune che è saggio utilizzare in modo intelligente. Modificarlo significa dispendio di energie  e denaro con il rischio di stravolgerne per sempre l’identità. E’ giusto essere cauti.
Purtroppo ci si è accorti che non esistono sigilli che garantiscano i diritti della montagna e il Rispetto dei Valori che rappresenta. Riserve Integrali, aree SIC (Siti di Importanza Comunitaria), ZPS (Zone di Protezione Speciale), Direttive Habitat, Convenzione di Aahrus, VIA… che significano più alfine? Tutte sigle pensate per creare opportuni presupposti alla tutela dei beni ambientali sì, ma ormai sconfitte dalla strabiliante prevaricazione e arroganza politica ed imprenditoriale dei nostri tempi.

 (Continua)

[ base militare a mattarello (TN) ] 21 Aprile, 2009 18:11

CONVEGNO ANTIMILITARISTA

 

La guerra è sempre di più il cuore di un mondo senza cuore.

Guerra all'esterno per accaparrarsi le risorse e imporre il controllo geopolitico di intere regioni.

Guerra all'interno per forgiare e difendere una società ogni giorno più precaria, razzista, irregimentata.

Due forme di guerra che si intrecciano e si condizionano a vicenda, dalla produzione bellica alla propaganda, dalla presenza dei militari nelle strade e nelle scuole alla militarizzazione dei cantieri delle Grandi Opere.

 

Una giornata di analisi e di racconti di esperienze antimilitariste, per chi vuole sabotare la guerra e le sue basi.

 

Sguardi sul militarismo italiano e sul piano NATO 2020 per le metropoli

Interventi dalle lotte:

  • contro la base militare di Mattarello (Trento)

  • contro la base USA Ederle e la nuova base al Dal Molin (Vicenza)

  • contro i cacciabombardieri F-35 a Cameri (Novara)

  • contro un gigantesco poligono militare in Sardegna (Cagliari)

  • contro le basi NATO in Germania (Monaco)

  • contro le basi NATO nella ex Jugoslavia (Lubiana)

  • contro il razzismo di Stato e i militari nelle città (Torino)

SABATO 2 MAGGIO

dalle 15,00

auditorium di via Clarina 2

a TRENTO

per informazioni:

romperelerighe08@gmail.com

assemblea antimilitarista

contro la base di Mattarello

[ amianto ex area bardin (bl) ] 16 Aprile, 2009 00:06

RIPORTIAMO DA INDYMEDIA NORDEST

FELTRE, 16 APRILE, 2 MORTI SUL FIUME:
SIAMO MORTI PER L'AMIANTO, L'AMIANTO UCCIDE
 
DUE CADAVERI, UNO SOTTO IL PONTE DELLE TEZZE E UNO SOTTO IL PONTE DELLA EX-METALLURGICA!!
 
Come una bomba a tempo, l'amianto ha ucciso ed è programmato per uccidere. Stando alle stime degli pneumologi italiani, ogni anno 4mila persone vengono stroncate da patologie maligne correlate all'amianto.In Italia l'amianto è stato messo al bando nel '92 ma ancora ne esistono migliaia di tonnellate: se ne stimano 38 milioni e la mappatura regionale è ben lontana dall'essere realizzata.Tra il 2015 e il 2020, sono previste in Europa centinaia di migliaia di morti per esposizione.
 
COMBATTERE LA NOCIVITA'!

vedi le altre foto 

[ amianto ex area bardin (bl) ] 07 Aprile, 2009 18:17

VENERDI 17/4/09 DALLE 20:30 AL L.A.B. DESIR visione del film/documentario

     2018: VERRA' LA MORTE

L'amianto in corpo. tutti lo sapevano, tranne loro: i lavoratori

    DI GIULIANO BUGANI E SALVO LUCCHESE

INTERVERRANNO GLI AUTORI E MARIO GRIS DEL COMITATO ESPOSTI AMIANTO EX METALLURGICA FELTRINA, MEMBRO DELLA CONSULTA NAZ. EX ESPOSTI AMIANTO (SETTORE ALLUMINIO). SEGUIRA' DIBATTITO.

La scienza era stata precisa: "l'amianto provoca il tumore". Milioni di lavoratori precipiteranno nell'incubo della malattia nel secondo decennio di questo terzo milennio. La fibra dell'amianto può restare in incubazione nel corpo anche 40 anni prima di manifestarsi in tumore. Imprenditori dell'industria privata e dello stato, dirigenti aziendali, sindacalisti, multinazionali: tutti sapevano che l'amianto provocava la morte.                                                       

Perchè la verità è stata taciuta?                                                                                           

Dov'è l'amianto oggi?                                                                                                                  

Chi rischia oggi la contaminazione?

 

"Anno 2018: verrà la morte", di Giuliano Bugani e Salvo Lucchese, con fotografie di Massimiliano Valentini, ha ricevuto la Menzione Speciale Festival Anellodebole 2008, con versione cortometraggio e titolo ‘ L’amianto in corpo’ , e Primo Premio Pistoia Corto Film Festival 2008. Selezione Ocurt Napoli XI Edizione 2009, Selezione 15 Edizione Visioni Italiane 2009, finalista Officinemafestival Bologna 2009

 

VEDI ANCHE:

L' Italia sotto una valanga di amianto

amianto ex area bardin (bl)

 

Il DESIR è a feltre, in via montegrappa 32

http:desir.noblogs.org

 

 

[ discarica Sativa di Sardagna (Trento) ] 30 Marzo, 2009 22:41
Buttavano in discarica anche sacche di sangue

l'Adige 27/03/2009 19:22

saccheTRENTO - Gli investigatori sapevano cosa cercare. Nelle intercettazioni ambientali nelle mani degli uomini della forestale c'era un dialogo tra due ingegneri della Sativa e il responsabile Simone Gosetti nel quale si parlava di rifiuti ospedalieri rinvenuti in diversi camion provenienti dalla Lombardia. Quel materiale, smaltito illegalmente, è venuto alla luce giovedì mentre erano presenti gli uomini della forestale di Vicenza, il personale dell'Appa e il perito della Procura Iacucci, un vero esperto in materia. Effettuando le trincee, la pala dell'escavatore ha portato alla luce una ventina di sacche di sangue, quindici flebo e altro materiale di scarto ospedaliero. Prodotti in gran parte integri, anche se qualche sacca è spuntata tra i rifiuti vuota e la paura è che il liquido organico sia andato disperso.
Tutte le sacche erano state ben occultate. Sopra questi rifiuti ospedalieri erano stati depositati metri di altro materiale nella speranza che sparissero definitivamente. Dalle intercettazione è emerso che questo materiale è arrivato dalla Lombardia, ma è difficile capire l'ospedale esatto di provenienza in quanto le etichette esterne sono completamente disintegrate. Le uniche certezze arrivano da un'etichetta interna che indica il contenuto (sangue umano), la quantità (350 millilitri) e la data di scadenza (1984). Le intercettazioni in mano agli agenti della forestale risalgono all'ottobre scorso: e quindi presumibilmente è quello il periodo di arrivo del materiale e di occultamento da parte degli operai, ai quali sarebbe stato raccomandato di sotterrare tutto. I prodotti, infatti, sono stati trovati sotto anche tre metri di materiale. Giovedì, appena avuto la certezza che si trattava di sangue, le sacche sono state posizionate in un luogo protetto e ieri sono state trasferite con mezzi di protezione adeguata. Ora il materiale, posto sotto sequestro, verrà analizzato, così come verranno analizzati anche gli altri 15 campioni già aperti presso il laboratorio dell'Appa. (Articolo completo sull'Adige cartaceo)
 
Patrizia Todesco

 

[ cemento dappertutto ] 11 Marzo, 2009 17:20

Sulle pagine dei quotidiani locali oggi viene dato ampio risalto alla simulazione (per ora...) al computer dell'allucinante piano di cementificazione totale previsto per la città di feltre, 50000 metri cubi, quasi tutti appartamenti A FRONTE DEI PIU DI 1000 ATTUALMENTE SFITTI NEL TERRITORIO COMUNALE!

L'AREA ALTANON COME E' OGGI...

LA (PER ORA) SIMULAZIONE DEI 13 (!!) CUBI SOVIETICI DI CEMENTO.

CLICCA QUI, LEGGI ANCHE GLI ALTRI ARTICOLI

L’architetto Gianfranco Grossi, studiati i dati del master plan dell’inglese David Chipperfield, ha preparato una simulazione destinata a far discutere

Nuovo Altanon, colata di cemento sul panorama

I tredici edifici previsti, secondo l’elaborato, daranno vita a una fila di palazzi che nasconderà centro storico e Vette

Il Gazzettino, Mercoledì 11 Marzo 2009, Feltre
      Altanon ancora sotto la lente. Quella delle polemiche.
      Se la prima palazzina della "Roggia dei mulini" ha creato la tempesta, l’ultimo piano approvato, quello disegnato sulla falsariga del master plan creato dall’architetto inglese David Chipperfield, darà vita ad un tornado. Distruttivo come "Katrina".
      Il "condominio" davanti alla stazione ferroviaria è stato contestato per aver ostruito i coni visuali della cittadella con tutte le successive conseguenze, in primis l’imposizione del Vincolo paesaggistico e ambientale.
      Le nuove strutture daranno fuoco alle polveri.
      A solleticare l’interesse dei cittadini è arrivata ora l’elaborazione grafico digitale dell’architetto Gianfranco Grossi. Una simulazione realizzata tenendo conto con precisione, delle altezze e delle cubature indicate dal progetto che, di fatto, dimostra come lungo viale Monte Grappa, i corpi di fabbrica che sorgeranno, daranno vita ad una cortina di cemento.
      Una barriera fatta di condominii che andrà a vanificare in maniera "pesante" i coni visuali sia legati al centro storico che alla catena della Vette feltrine.
      «Spesso - scrive l’architetto Grossi - le questioni urbanistiche rischiano di diventare sterili numeri e codici che escludono la popolazione dal dibattito urbano. Questa autoreferenzialità dei tecnici con gli amministratori può diventare terreno di coltura di "infezioni urbane croniche"».
      Lo scopo di Grossi «è di rendere visibile la qualità e la quantità di questo intervento prima che sia realizzato. Ho calato il progetto esattamente come è presentato dalle tavole scaricabili dal sito del Comune di Feltre. Si prevede la realizzazione di 13 edifici di cui 4 a solo piano terra (4 metri di altezza), 3 con piano terra e altri due (10 metri), 3 con piano terra e tre piani (15 metri), 2 piano terra più altri 4 (18 metri) e uno a destinazione pubblica (caratteristiche indefinite)».
      A far drizzare i capelli a Grossi è «il prospetto su viale Monte Grappa ... interessante sia per il rapporto con la città antica che per la valutazione dei coni visivi e la tipologia degli edifici.
      Alessandro Tibolla

[ cava della Val Cortella (prov. di TN) ] 11 Marzo, 2009 16:26

Riceviamo e pubblichiamo le foto e la significativa testimonianza di un abitante della bellissima valle del torrente Vanoi, tra il Primiero trentino e il bellunese, alle prese con questa "tipica" devastazione ambientale.

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L'apertura della cava di inerti al km 1 della s.comunale della val Cortella risale alla primavera 2008. La durata della concessione è di otto anni, la quantità di materiale carbonatico prelevabile di 128.000 metri cubi e l'escavazione potrà avvenire spingendo il limite di scavo fino a 5 metri sotto l'attuale tracciato stradale.

Prevista dal "Piano Cave" della Provincia Autonoma di Trento viene autorizzata nell'ottobre 2006 su richiesta della ditta Eredi Grisotto Rodolfo s.n.c. con sede a Canal S. Bovo (TN).

Trattandosi di zona marginale e di confine con il Veneto, l'iter segue il proprio corso senza che vengano poste obiezioni. Esistono per altro altri siti nella val Cortella, proprio in quanto valle strategicamente "defilata", da decenni adibiti a deposito di inerti di varia provenienza o abbondantemente sfruttati per l'escavazione di materiali.

Ciò che distingue quest'ultima vicenda è che si svolge all'insaputa di chi, seppure saltuariamente, abita le frazioni di Marsanghi e Bellotti, sul comune di Lamon (BL). I due abitati, dopo un lungo periodo di abbandono durato gli anni dal '55 al '90 del secolo scorso, hanno lentamente e a costo di enormi sacrifici ripreso a vivere e purtroppo si trovano sul versante opposto della valle, giusto di fronte, a poche centinaia di metri dalla cava.

Quei luoghi che la storia e le vicende umane avevano quasi dimenticato e che ora stavano riprendendo vitalità, sempre più apprezzate come oasi di silenzio e di stacco dal caos e dai rumori, si sono trovate di fronte ad un aggressione inaspettata.

A nulla sono valse le istanze mosse da alcuni abitanti per tentare di intervenire prima dell'inizio lavori nè, fino ad ora, le richieste di interessamento rivolte al Comune di Lamon ( a seguito di esposto all'ARPAV di BL) affinchè richieda l'effettuazione di rilievi fonometrici (inizio lavori con demolitore meccanico a partire dalle ore 06, 50 del mattino!) al fine di stabilire perlomeno dei tempi d'apertura del cantiere e delle soglie limite ai rumori prodotti.

Quello che fa specie in questa vicenda è che la Provincia di Trento, competente per quanto riguarda il sito di coltivazione della cava, ha concesso l'autorizzazione con tutti i carismi, voltando in tutti i sensi però le spalle alla linea di confine distante pochi metri e trascurando totalmente la realtà transfrontaliera circostante. La Provincia di Belluno sarebbe disponibile a dei sopralluoghi... ma è il Comune di Lamon che dovrebbe ora farsi portavoce delle istanze mosse.

Questa vicenda è un esempio lampante di come le competenze di un territorio vadano a subire i distinguo delle diverse amministrazioni e quanto carente sia una visione complessiva e di rispetto del territorio.

Flavio Taufer

 

[ analisi ] 10 Marzo, 2009 17:58

Di seguito proponiamo l'introduzione ed alcuni interessanti interventi del convegno di Trento del 21/2/09.

Si tratta del contributo di Stefano Mayr: PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA IN TRENTINO. A CHE PUNTO SIAMO? 

e dell'intervento dell'assemblea antimilitarista contro la base di Mattarello (Rovereto): Negli ingranaggi della guerra. La base militare di Mattarello.

 

Qui invece rovi il già pubblicato: RASCHIARE IL FONDO. LA POLITICA PROVINCIALE DEGLI IMPIANTI DI RISALITA, a cura di Folgaria 235

 

 Introduzione al convegno Il Trentino che viene (Trento, 21 febbraio 2009)

 

Abbiamo organizzato il convegno di oggi per gettare uno sguardo d’insieme sugli attacchi che si stanno abbattendo sul Trentino. Si tratta di un intento piuttosto ambizioso, non lo nascondiamo. Passare dall’analisi dei singoli progetti (TAV, impianti di risalita, inceneritore, base militare di Mattarello, ecc.) ad una critica più generale al mondo che li produce non è né semplice né scontato. Ma pensiamo che senza questo sguardo d’insieme le lotte oggi abbiano il fiato corto. La devastazione che si sta preparando è senza precedenti. L’immagine del Trentino terra dell’uva e delle mele è un cartellone pubblicitario per i turisti. Il futuro che si progetta per noi nei laboratori, negli studi tecnici, negli uffici delle grandi imprese facciamo fatica persino a immaginarlo.

Siamo quindi partiti da un’esigenza che speriamo non sia solo nostra: quella di capire qual è il sistema delle nocività, per intrecciare le ragioni delle singole lotte in una resistenza più ampia, necessaria quanto urgente. Non saranno, come abbiamo fatto tante volte, relazioni dettagliate sui singoli progetti, ma riflessioni che mettono assieme i vari tasselli.

Non siamo esperti, bensì persone appassionate che studiano le nocività con uno scopo ben preciso: combatterle. Ma per far questo pensiamo sia necessario, oltre al rifiuto di adattarsi al mondo così com’è (senza un tale rifiuto la nozione stessa di “valore” non avrebbe alcun senso), un certo gusto per la materialità: vale a dire una conoscenza approfondita di ciò contro cui lottiamo (interessi in gioco, argomenti di propaganda, trappole per gli oppositori, ecc.).   

I vari attacchi che prenderemo in esame oggi hanno in comune, oltre alla devastazione ambientale che comportano, un identico progetto di società: riducono la già magra autonomia reale degli individui (in termini di controllo sulle risorse e sulla soddisfazione dei bisogni), sono caratterizzati dal gigantismo di strutture e tecniche, dalla centralizzazione, dalla monocultura industriale (monocultura del paesaggio e delle menti), dalla distruzione del passato, dall’irreversibilità delle conseguenze.

Salta agli occhi che la subalternità delle forze politiche è trasversale, e che l’associazionismo ambientalista istituzionale è complice o silente.

Siamo di fronte a grossi enti o gruppi che determinano la nostra vita (i passaggi istituzionali sono una mera formalità). Citeremo, tra gli altri, i casi di Trentino Sviluppo e, rispetto agli scenari futuri, di Finmeccanica. Dove si prendono realmente le decisioni politiche? Per fare un esempio banale, non sarà certo sfuggito che, in cambio del proprio sostegno elettorale a Dellai, gli impiantisti trentini si sono presentati a riscuotere il credito subito dopo le elezioni: ed ecco la proposta di provincializzare gli impianti di risalita.

Come emergerà dal problema dell’acqua, sarebbe illusorio opporre una qualche gestione pubblica ai processi di privatizzazione e di spartizione clientelare del potere. Interessi privati e istituzioni politiche sono legati da intrecci inestricabili. Di più: dalla difesa dello stesso mondo.

Due sono gli assi su cui si muove l’analisi che tenteremo: uno noto (infrastrutturazione del territorio), l’altro meno (l’entrata della tecnologia nel corpo umano, il controllo e la manipolazione dei processi vitali delle specie). Scenari inquietanti rispetto ai quali la critica in Trentino sta appena balbettando. Metteremo assieme dati di fatto e ipotesi da approfondire insieme.

Come si diceva poco fa, quello che ci stanno imponendo è un progetto di società, non un insieme di opere e di tecniche. In modo sempre più evidente, nessuna grande infrastruttura (pensiamo al TAV o all’inceneritore, ma potremmo aggiungere, sul piano nazionale, il rilancio del nucleare) risponde alle ragioni per cui viene propagandata. (Il nucleare non è nato per far funzionare i termosifoni, ma per fabbricare bombe atomiche: il progetto che lo sostiene non è energetico, ma politico e sociale). Per questo limitarsi ad opporre soluzioni alternative alle loro pseudo-soluzioni è un gioco senza fine. Il loro argomento principe, quello che sostiene tutti gli altri, si chiama forza. Del denaro, dei mass media e, se del caso, degli eserciti.

Come impedire questo progetto di società, questo Trentino che viene? Non abbiamo certo risposte belle e pronte da fornire, ma qualche buona domanda da proporre. (Continua)

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