[ pesticidi in val di non ] 08 Gennaio, 2009 18:59

 

dal sito http://www.ruralpini.it

 

TRENTINO (05.01.09)

SI STA COSTITUENDO L'ASSOCIAZIONE "ALTA VAL DI NON FUTURO SOSTENIBILE"

Mentre prosegue la raccolta di firme contro l'ulteriore espansione della coltivazione intensiva delle mele Melinda i promotori e i sostenitori del Comitato stanno pensando di costituirsi in associazione per dare continuità e incisività alla loro azione. L'obiettivo è di salvare le aree a prato dell'alta Val di Non e in particolare i Pradiei, che i melicoltori si stanno preparando a trasformae in meleti, per realizzare un parco di agricoltura naturale. Anche gli operatori del turismo iniziano a temere che l'ulteriore dilagare della melicoltura con le conseguenti irrorazioni di pesticidi e monotonia del paesaggio possa compromettere l'economia turistica locale. Intanto in bassa valle chiude con l'anno nuovo il caseificio di Lover di Campodenno a causa della chiusura delle stalle e dell'espansione della monocoltura della mela Melinda. Insieme al caseificio sociale attivo da quarant'anni chiude anche l'unica rivendita di alimentari del paese. Una storia emblematica di come non si fa nulla per tutelare la ruralità alpina che vice di diversificazione, di interazione tra attività produttive agricole, artigianato, piccolo commercio e piccoli esercizi turistici diffusi.

[ zincheria valbrenta- san pietro di rosà (vi) ] 08 Gennaio, 2009 18:55

Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE MicrosoftInternetExplorer4

OK, E' DEFINITIVO ! SABATO 31 Gennaio MANIFESTAZIONE A BASSANO ! 

a cura del Presidio di San Pietro

                                                 

Manifestazione sul tema ECOMafia e "VERA sicurezza"

Il corteo partirà alle ore 14:00 dalla stazione FS di Bassano.

Lanciamo un vero e proprio SOS da San Pietro per partecipare a questa manifestazione, e...  ... è prevista una grande sorpresa per tutti !

Fare girare i volantini il più possibile !!!

 

SE AL SUD, CERTI EPISODI SI CHIAMANO "MAFIA",  ANCHE GLI STESSI EPISODI CHE ACCADONO A BASSANO SI DEVONO SEMPRE CHIAMARE "MAFIA" !!!  

 

L'INQUINAMENTO DELLA NOSTRA ZONA INDUSTRIALE , SITA IN AREA DI RICARICA DI FALDA, HA GIA' INQUINATO LE FALDE DA "CROMO 6" E TUTTO IL BACINO SCOLANTE DELLA LAGUNA DI VENEZIA.

ORA SEMPRE DALLA STESSA ZONA SONO PARTITI ALTRI NUOVI GRAVISSIMI INQUINAMENTI, CHE CAMBIERANNO PER SEMPRE LA VITA DELLE PERSONE DI ALTRI COMUNI E ALTRE PROVINCIE..... Sì, perchè l'inquinamento dalla nostra area di "ricarica" giungerà a voi attraverso le falde, come già avvenuto per il cromo 6.

 

COSI' NON C'E' FUTURO... PER NESSUNO !

Le volute omissioni ed inadempienze delle istituzioni bassanesi hanno causato tutto ciò, con la partecipazione certa e provata della MAFIA !

 

LA MAFIA E L'INQUINAMENTO, SONO PROBLEMI DI TUTTI, TROVIAMOCI, UNIAMOCI, LOTTIAMO ASSIEME ! 

 sabato 31 gennaio...

e facciamo un "bel lavoro" 

 

 

[ tumori nel feltrino ] 08 Gennaio, 2009 18:34

dal coralpi del 7/01/09

FELTRE. Dieci di fila. L’inquinamento non concede tregua alla città: dal 27 dicembre la concentrazione di polveri sottili nell’aria supera costantemente la soglia d’allarme dei 50 microgrammi per metro cubo. Anche lunedì la centralina dell’Arpav di via Colombo ha registrato uno sforamento, con le Pm10 a quota 89 microgrammi per metro cubo. E se il 2008 si era chiuso con 56 sforamenti (contro il limite di legge di 35), gli ultimi cinque dei quali consecutivi, il nuovo anno non è cominciato meglio, con altri cinque superamenti consecutivi e un valore medio nettamente al di sopra della soglia di legge (40 microgrammi).

rassegna stampa clicca qui

[ impianti sciistici ] 04 Gennaio, 2009 02:28

Centottanta impianti falliti al Nord: colpa della speculazione

Colate di cemento, terreni sbancati, piloni arrugginiti: la mappa dello scempio

Seggiovie e alberghi fantasma
così chiude la montagna

di PAOLO RUMIZ

VENTO che sibila nei corridoi di alberghi chiusi, gelidi come l'Overlook Hotel del film Shining. Seggiolini sballottati dalla tormenta, appesi a funi immobili. Stazioni di funivie piene di immondizie, senz'anima viva intorno. Piloni arrugginiti, ruderi che nessuno rimuove anche nei parchi naturali. Ora i numeri ci sono. Quelli - mai fatti prima - degli impianti ridotti al fallimento dal riscaldamento climatico e dalla speculazione immobiliare. Oltre centottanta nel solo Nord Italia. La metà di quelli -350 - che sono stati chiusi finora. Centottanta vuol dire quattromila tralicci, centinaia di migliaia di metri cubi di cemento, seicentomila metri di fune d'acciaio, cinque milioni di metri di sbancamenti e di foresta pregiata trasformata in boscaglia. Ferri contorti come i ramponi di Achab sulla gobba della balena. 

Per contarli abbiamo assemblato dati da parchi e corpi forestali, attivisti di "Mountain Wilderness" e guide alpine, soci di Legambiente e della "Cipra", il Centro per la tutela delle Alpi. Dati impressionanti, che sembrano non insegnare nulla a chi in Italia - caso unico in Europa - insiste a sovvenzionare impianti a bassa quota o, peggio ancora, nei parchi nazionali, in barba ai vincoli comunitari.

Fotogrammi. Saint Grée di Viola, quota 1200, provincia di Cuneo, è un monumento al disastro. Si chiamava Sangrato, ma non era abbastanza trendy per un centro che doveva attirare sciatori da Piemonte e Liguria, e così gli hanno cambiato il nome. Prima ha perso la neve, poi i clienti, infine ha inghiottito soldi pubblici per un rilancio impossibile. Oggi sembra Beirut dopo la guerra, cemento e vetri rotti con la scritta "Vendesi". (Continua)

[ Impianto di collegamento "San Martino di Castrozza - Passo Rolle" ] 04 Gennaio, 2009 02:07

Cari amici, una pessima notizia che dimostra la debolezza culturale di chi sta governando il Trentino, la scarsa attenzione all'ambiente, la nullità della nuova giunta provinciale, strutturata solo sul clientelismo elettorale. Oggi (31 dicembre 08!!) la giunta provinciale di Trento ha approvato il progetto di collegamento impiantistico San Martino di Castrozza Passo Rolle, pensate un po', con 16 prescrizioni... Il collegamento va ad invadere il cuore del parco naturale di Paneveggio Pale di San Martino, la riserva integrale dei laghi di Colbricon. Non solo, incide l'area archeologica dei cacciatori mesolitici e avremo sulla cresta delle montagne piloni innalzati verso il cielo alti 16 metri, visibili da ovunque, da Bocche, dalle Pale, dalle vette feltrine. Poco fa ho commentato, a nome di Mountain Wildernss la decisione per il girnale Corriere del Trentino. Sono stato molto severo, ho raccontato come i politici non abbiano dato corso alle promesse fatte agli ambientalisti, cioè la ricerca di una soluzione condivisa. Ho fatto presente la proposta alternativa che assieme a Primiero Viva abbiamo sostenuto. Ho detto che questa decisione costruisce un solco definitivo fra associazionismo ambientalista e mondo politico trentino. Ho spiegato come si tratti di una operazione finanziaria che va a risolvere problemi economici e deficit ormai cronici delle tre società del Primiero (ovviamente con soldi pubblici, provincia e comuni locali). Sono semplicemente schifato, del metodo adottato e della decisione presa. Si chiude per noi trentini, sul campo ambientale, un anno nerissimo.

Ciao Luigi

[ minaccia di inceneritore in prov. di bl ] 04 Gennaio, 2009 01:43

dal sito del comitato pragras

..in questi giorni abbiamo piu' volte palesato la nostra contrarietà all'ipotesi (avanzata dal Sindaco di Quero, Zanolla) di un inceneritore in provincia di Belluno. Siamo contenti che tante voci si siano levate per manifestare la loro contrarietà (avanzando ipotesi alternative) Noi abbiamo raggiunto il dott.Montanari (esperto di fama internazionale) che ci ha rilasciato questa dichiarazione:


Egr. sig. Sindaco,
Leggere le affermazioni che Le si attribuiscono a proposito della costruzione di un inceneritore in una località che interesserebbe un territorio di Sua competenza fa davvero male al cuore.
Il solo chiamare “termovalorizzatore” l’impianto denota chiaramente la Sua estraneità all’argomento, stante il fatto che, come è ampiamente noto, il vocabolo è un’invenzione pubblicitaria tutta italiana che la Comunità Europea non gradisce per nulla. Con quel sistema a caldo (“termo”) non si valorizza proprio niente. Anzi, si distruggono risorse e si attenta alla salute.
Da quanto appare, Lei pone la questione in un ambito puramente economico, un approccio del tutto parziale e, invero, il meno rilevante. Eppure, anche se si osserva il problema da questo punto di vista, la combustione risulta perdente. Se Lei avesse avuto l’accortezza di partecipare al convegno tenutosi a Gambettola (FC) lo scorso mese di novembre, non avrebbe potuto altro che costatare come i suoi colleghi amministratori che hanno applicato correttamente il sistema di raccolta dei rifiuti porta a porta abbiano risparmiato non poco denaro pubblico, e questo conti alla mano. Certo, per mettere in opera un sistema simile occorre essere dei bravi politici, ma, se non lo si è, allora è meglio non millantare capacità inesistenti avventurandosi in imprese più grandi di noi.
Allo stesso convegno avrebbe visto, sempre conti alla mano, come dalla combustione dei rifiuti si ricavi pochissima energia, molto meno di quanto non se ne ricavi recuperando, riciclando e riusando il materiale. E, ancora, avrebbe sentito il prof. Paul Connett della Saint Lawrence University (New York), che da anni gira il mondo interessandosi dell’argomento, affermare che gl’inceneritori sono un monumento al fallimento della politica e indicano senza equivoci l’esistenza in alternativa d’ignoranza o di corruzione.
Ancora, avrebbe imparato che esistono diverse forme di trattamento dei rifiuti, tutte più o meno solidamente fondate su basi scientifiche. L’unica forma che di scientifico non ha nulla è proprio l’incenerimento, grottescamente in contrasto con le leggi della fisica (principio di conservazione della massa o di Lavoisier) e della chimica tossicologica (nella maggioranza dei casi la combustione trasforma le sostanze d’origine in altre sostanze più tossiche). La medicina attuale, poi, quella che si occupa di nanopatologia, ha dimostrato come le polveri primarie e secondarie di dimensioni micro e, soprattutto, nanometriche inducano malattie che vanno da quelle cardiovascolari (ictus, infarto e tromboembolia polmonare) a quelle oncologiche, fino a malformazioni fetali spesso incompatibili con la vita. Se su quest’ultimo argomento desidera ragguagli, La invito volentieri a visitare il nostro laboratorio di Modena (Nanodiagnostics) dove Le potrò illustrare all’incirca un migliaio di casi umani, partendo da quelli di bambini che non ce l’hanno fatta a nascere.
A proposito di salute, Lei cita il centro di Aviano attribuendogli un’affermazione che stride con la realtà dei fatti, come potrà costatare leggendo la documentazione ufficiale pubblicata al sito www.stefanomontanari.net. Tra questa c’è pure l’elenco delle valutazioni fatte da enti pubblici italiani nelle zone interessate e vedrà che l’ospedale di Aviano, se davvero ha fatto un’affermazione simile, non è compiutamente informato. Inoltre, sappia che i tumori non sono la prima patologia causata da quelli che Lei chiama “termovalorizzatori” e, dunque, sarebbe quanto meno il caso d’interpellare pure altri esperti.
Se vorrà informarsi meglio per poi agire, in modo del tutto libero ma tenendo presente che la Sua carica fa di Lei la maggiore autorità sanitaria del Comune, mi permetto di consigliarLe la lettura del libro che ho scritto con A.M. Gatti “Nanopathology” (Pan Stanford), del mio libro “Il Girone delle Polveri Sottili” (Edizioni Macro) e dell’e-book che ho curato “Lo Stivale di Barabba” (editore Arianna).
Distinti saluti,
dott. Stefano Montanari 

 

 

 

 

[ impianti sciistici ] 29 Dicembre, 2008 22:58

DAL SITO DEL C.A.I. : http://www.cai-tam.it

Dall’elenco qui di seguito riportato, provincia per provincia ed impianto per impianto, risulta
che la maggior parte delle nuove piste proposte o degli ampliamenti dei demani sciabili
insistono su aree SIC e ZPS, quindi tutelate a livello europeo.

BELLUNO

In rosso gli interventi maggiormente impattanti

A01_1_ Cinque Torri – Giau

1) Nuova pista sulla “Boa Cinque Torri” per il collegamento con la zona della Tofana.
Area SIC.
2) Nuova seggiovia nei pressi di Forcella Averau (Forc. Gallina) per collegamento tra il
Rif. Fedare - Cinque Torri ed il Passo Falzarego – Col Gallina. Area Sic.
3) Realizzazione della nuova pista “Limedes” per collegare l'area delle Cinque Torri
con il Col Gallina. La pista passa nei pressi del Laghetto Limedes. Area Sic

A01_2-3 Tofana Pocol

1) E' segnato un nuovo impianto per forcella Staunies, è però già esistente. Area SIC
e ZPS.
2) Nuova seggiovia sulla Costa Faloria – Pian Bigontina (a q. 1630), è comunque nel
mezzo di piste ed impianti già esistenti. Area SIC e ZPS.
3) Nuove piste per collegare il Passo Tre Croci con la pista che scende da Som Forcia
(Cristallo) e Rio Gere.
4) Rinnovo funivia Faloria. E' già esistente.
5) Realizzazione di una nuova area sciabile tra Lacedel e Cortina Centro.
6) Nuova seggiovia e rinnovo sciovia in zona Lacedel – Pocol. (Continua)

[ minaccia di inceneritore in prov. di bl ] 29 Dicembre, 2008 22:41

Questo è ciò che il sindaco di Quero (Bl) Zanolla ha dichiarato oggi sulle papagine del Gazzettino. A quanto pare nemmeno durante le vacanze natalizie gli sponsorizzatori delle nefandezze vanno in vacanza... il personaggio in questione, sindaco di Quero (il comune dove
voglion fare delle immense cave), oltre a essere progettista della fonderia che voglion fare a Fonzaso e uno dei membri del Bim (che gestisce acqua e metano).

Ops, tutto questo è solo una coincidenza...

Sul termovalorizzatore il sindaco di Quero Bruno Zanolla ribadisce la sua posizione: «Il porta a porta ormai è una barzelletta»

Lunedì 29 Dicembre 2008, Feltre BL

La proposta lanciata nei giorni scorsi dal sindaco di Quero Bruno Zanolla di aprire una discussione sul futuro dello smaltimento dei rifiuti tramite la realizzazione di un termovalorizzatore ha sollevato alcune perplessità e messo sul "piede di guerra" le principali associazioni ambientaliste. Ma Zanolla non si fa intimidire «perché - sottolinea - sono fermamente convinto e ribadisco che la realizzazione di un termovalorizzatore è l'unica soluzione definitiva conosciuta e risolutiva del problema rifiuti. Io rispetto le opinioni di tutti - aggiunge il sindaco di Quero - ma dobbiamo scendere coi piedi a terra e renderci conto che la raccolta differenziata spinta tramite il porta a porta si sta trasformando in una barzelletta che provoca solo aumento delle spese per i cittadini, immondizia conferita nei cassonetti dei paesi limitrofi che non adottano il porta a porta, abbandono di rifiuti ai bordi delle strade e un po' ovunque. Il conferimento degli RSU al Maserot costa 170 euro più Iva a tonnellata ed è destinato ad aumentare mentre l'incenerimento tramite termovalorizzatore permetterebbe un risparmio del 50% nelle bollette e un ritorno in termini energetici. Il dibattito - continua Zanolla - va avviato al più presto perché in una realtà come la nostra l'utile stimabile annuo si avvicinerebbe ai 10milioni di euro. Pertanto è inutile fare del terrorismo ragionando per idiomi, assolutismi e ideologie ma bisogna rendersi conto che la politica che si sta portando avanti attualmente ha quale risultato un continuo maggior esborso per i cittadini e rinvia la risoluzione del problema. E sui temi riguardanti la salute gli stessi oncologi di Aviano hanno escluso pubblicamente ogni correlazione fra tumori e presenza di termovalorizzatori. Inoltre non credo sia un caso che paesi particolarmente attenti alla salvaguardia dell'ambiente come la Svizzera e l'Austria abbiano da tempo scelto di percorrere la strada dei termovalorizzatori. Chiaro comunque che dove, come e con chi farlo è un percorso tutto da attivare».

leggi il comunicato del comitato pra gras 

 

  

[ Generale ] 27 Dicembre, 2008 00:37

Federalberghi: no ad altri mega resort sulle Dolomiti, ora basta speculazioni

Pubblicato il: 24-12-08

L'idea di Assindustria di costruire due colossali alberghi a Malga Ciapela e Sappada è stata definita un'eresia

BELLUNO - «Cemento sulle Dolomiti? Un'eresia». E' un misto di rabbia e stupore il tono con cui Marco Michielli, presidente regionale di Federalberghi e di Confturismo, commenta l'ipotesi di mega-resort turistici tra le cime più belle d'Italia. Al centro l'idea di Assindustria di costruire due colossali alberghi a Malga Ciapela e Sappada, un progetto definito da Michielli «Infelice, frutto di una mente incosciente e speculativa (e non nel senso filosofico del termine)». «L'emanazione di Confindustria che si chiama Federturismo - qualche decina di alberghi contro i nostri circa 2.600 (che sono la testimonianza storica dell'ospitalità veneta) - vuole svendere il territorio e fa finta di non sapere che la ricettività nella provincia di Belluno, come in tutte le altre province del Veneto, è già più che sufficiente - spiega Michielli - perché anziché continuare a cementificare non diamo modo ai nostri albergatori di ristrutturare e rinnovare l'esistente? continua su News Belluno.it

 

[ tremalzo (tn): speculazione ] 27 Dicembre, 2008 00:12

VAL DI LEDRO - Attenzione, Tremalzo sarà a numero chiuso, con ingressi contingentati a valle, all'Ampola. E attenzione alla storia che si ripete: Irvat e Comuni gestiranno gli impianti sciistici, saranno in perdita e si accolleranno tutte le spese di urbanizzazione, strade e acquedotti prima di tutto, mentre il privato, Domenico Alcide Leali (padone delle azziaierie di Borgo...), incasserà gli utili. È quanto sostiene il comitato Sos Tremalzo che nei giorni scorsi, assieme a Wwf Italia, ha fatto ricorso al Tar (tribunale di giustizia amministrativa) contro l'ipotesi di costruire un grande albergo da 390 posti letto nella località montana di Tremalzo (in particolare contro la variante al Piano regolatore che consente tale opera). «L'amministrazione comunale di Tiarno di Sopra - sostiene il comitato presieduto da Emanuela Merli - solo dopo l'approvazione della variante al piano regolatore da parte della giunta provinciale, si è finalmente sentita in dovere, con un'apposita serata, di informare la cittadinanza sul progetto di sviluppo di Tremalzo. La conferenza ha chiarito i contenuti del progetto: primo, un grande albergo di 48.000 metri cubi per 390 posti letto, di alto livello, che andrebbe a integrare l'offerta turistica del Lefay Resort di Gargnano di proprietà Leali (l'imprenditore che è intenzionato a costruire l'hotel ndr.); secondo, un unico impianto di risalita per 700 sciatori, in grado di soddisfare prevalentemente la richiesta alberghiera e i 400 posti letto attualmente esistenti a Tremalzo; terzo, un ex albergo Tremalzo (tavola calda) che da 13.000 metri cubi alberghiero-residenziali viene ridotto a 7.000; quarto, il controllo all'accesso dell'area di Tremalzo come descritto a pagina 122 della relazione illustrativa alla variante, in cui si dice che "il sistema informativo di governo e controllo degli accessi troverebbe naturale ed efficace completamento mediante un portale primario consultabile in tempo reale posizionato alla base della strada che conduce in Tremalzo - passo dell'Ampola - supportato da un sistema di prenotazione on-line".

 

VAI A Ricorso al Tar su Tremalzo

 

vedi COMITATO SOS TREMALZO

[ acciaieria a borgo valsugana (TN) ] 27 Dicembre, 2008 00:05

 

21/12/2008 l'Adige
C'è il sospetto - tutto da verificare - che alle Acciaierie di Borgo si brucino anche rottami "sporchi" dietro al blitz condotto dal Corpo forestale dello Stato. La procura di Trento, infatti, ha disposto le analisi per verificare le emissioni in atmosfera dagli impianti siderurgici dopo aver trovato nel sito di Monte Zaccon, gestito a Marter dalla Ripristini Valsugana, scorie provenienti dalla fabbrica di Borgo con percentuali di inquinanti per quel sito superiori ai limiti di legge. (continua)

 

AGGIORNAMENTI DAL SITO ECCETERRA.ORG

[ discarica Sativa di Sardagna (Trento) ] 26 Dicembre, 2008 23:51

Controlli anche alla discarica Sativa di Sardagna (Trento)- tratto dal quotidiano L’Adige di giovedì 18 dicembre : Si concentrano sulla discarica di Sardagna le indagini del Corpo forestale dello Stato. Il sito cittadino era stato visitato dagli inquirenti nella giornata in cui erano state notificate le otto ordinanze cautelari. Quel pomeriggio erano stati posti i sigilli ad un carico di rifiuti arrivato nella discarica della Sativa. Il sospetto, per ora infatti è solo un’ipotesi, è che si tratti di materiale che per il suoi livelli di inquinamento non potesse arrivare nella discarica di Trento.(continua)

 

[ amianto ex area bardin (bl) ] 19 Dicembre, 2008 01:12

 GUARDA IL VIDEO

 

 

“ il male non è soltanto di chi lo fa: è anche di chi potendo impedire che lo si faccia, non lo impedisce “

Tucidide, 2400 anni fa

 

 

AMIANTO DAPPERTUTTO: SIAMO DOLOMITICI?

5000  morti ogni anno in italia per amianto

1.300.000 il numero degli esposti

32 milioni di tonnellate di amianto presenti sul territorio (di cui solo 8 milioni di amianto puro)

I dati parlano di un morto per amianto ogni due ore solo in Italia

Il “picco” di malattie è previsto nel 2020, a circa 35 anni dalla massima esposizione

Non esiste alcun livello minimo di soglia al di sotto del quale vi sia sicurezza, quindi la massima concentrazione accettabile di fibre deve essere zero

(fonte a.n.i.e.a  www.associazioneitalianaespostiamianto.org)

 

ABBIAMO PIANTATO CROCI NELL'AREA BARDIN

L'ex Bardin è diventata un'area simbolica - un simbolo - non solo della tossicità intrinseca ad uno sviluppo decennale che attraverso l'asservimento comunque al lavoro ha determinato sfruttamento... e oggi morte. Morti a venire, morte sociale, morte di ogni possibilità di coniugare reddito con diritto alla vita. Ad una vita salubre che per essere decorosa ha bisogno di un autogoverno delle comunità meticce che si stanno formando attraverso la negazione del rapporto sociale di capitale, della dittatura della merce - della rendita finanziaria - della speculazione, del fascismo neomoderno.

DOLOMITITOXICTOUR

 

APPROFONDIMENTI SULL'AMIANTO ALL'AREA BARDIN 

 


 

[ discarica di marter (tn) ] 16 Dicembre, 2008 01:16

CLICCA QUI PER LA RASSEGNA STAMPA  SULLA DISCARICA DI MARTER, DAL QUOTIDIANO IL TRENTINO


La Valsugana
non è una pattumiera
 
dal quotidiano l'Adige 14/12/2008
 
Così la Provincia si fa male, oltre a fare del male alla comunità. Molti sospettano, da tempo, soprattutto in Valsugana, che i controlli dell'Appa sugli inquinanti non siano credibili. Molti pensano che siano pochi, ridicolmente pochi i controlli sui fumi delle acciaierie di Borgo. Proprio quell'impianto che crea tanti dubbi, timori anche, in una parte non secondaria della popolazione.  E cosa dire di quell'impianto di biocompostaggio di Novaledo, e di quel «bolo» che venne di fatto seminato nelle campagne di Valsugana? Ma lasciamo la Valsugana: sono sufficientemente calibrati i controlli sui veleni sparsi nei meleti e la loro presenza in parchi pubblici, case private, tra la gente insomma, in val di Non? Molti non si fidano più dell'Appa e di tutte le autorità di controllo e, di conseguenza, viene meno anche la fiducia nella difesa che la Provincia fa della salute pubblica. Ora la storia della discarica di Monte Zaccon. Solo l'ultimo anello. Sappiamo molto bene che la nostra società dei consumi, quella che stiamo biocompostaggiovivendo qui e ora, quella ricca e trentina, porta alla produzione di molti veleni: che finiscono nell'acqua e nell'aria, che vanno a finire negli impianti di compostaggio o nelle discariche. Sappiamo anche che sempre meno è possibile (oltre che eticamente costituire una cosa ingiusta) spedire quei rifiuti in Campania o in Calabria. E sempre più difficile è mandarli anche in Africa, mentre se li mandiamo in Germania questa si fa pagare tantissimo. Poi, certi rifiuti, come quelli che finiscono nell'aria, immessivi dai camini delle fabbriche, non possiamo nemmeno spedirli a nessuno.
 
CONTINUA
[ cesiomaggiore (frutta bio e pesticidi) ] 16 Dicembre, 2008 01:02

dal blog del comitato PRAGRAS

Il comitato “Prà Gras”, anche alla luce di quanto apparso in questi giorni sulla stampa locale, esprime, per l’ennesima, volta piena solidarietà e vicinanza al comitato “Chimica Free” di Cesiomaggiore. Condividiamo appieno quanto affermato e rilanciato dagli amici di Cesio. Siamo estremamente convinti che la questione “meleti intensivi” (coltivati cioè con un abbondante uso di trattamenti chimici) non riguardi solo le realtà e i cittadini di Cesiomaggiore ma che tocchi da vicino ogni abitante della valbelluna. A conferma di ciò il fatto che sono molte le firme raccolte sia a Fonzaso che in altri comuni della provincia, sui moduli distribuiti durante la serata da noi organizzata il 23 ottobre scorso, dove intervenne uno degli esponenti del comitato cesiolino. Siamo fermamente convinti che ci troviamo in un momento cruciale in cui si contrappongono due “modi” radicalmente diversi di “fare agricoltura” e viver in e col territorio.  (Continua)