MEGA RESORT DI MALGA CIAPELA: IL “SISTEMA” VASCELLARI SU REPUBBLICA…

La battaglia della Marmolada allarme per un mega resort ai piedi dell’ ultimo ghiacciaio

jenner meletti ROCCA PIETORE (Belluno) –

Ci sono anche sindaci felici.
«Il Grand Hotel Marmolada wellness sarà costruito qui, dove c’ è il
grande parcheggio per la funivia. Gli chalet saranno poco lontano,
sulla strada verso la centrale idroelettrica. Ma saranno fatti bene,
sembreranno i fienili di una volta». Il sindaco contento è Maurizio De
Cassan, 53 anni, albergatore a Malga Ciapela e primo cittadino di Rocca
Pietore. «Gli hotel, e anche le seconde case, continuano a pagare l’
Ici. Così avremo i soldi per il bilancio comunale». Un tempo, a Malga
Ciapela, salivano solo i pastori per portare le vacche in alpeggio.
Adesso parte da qui la funivia per la Marmolada. Parte da qui anche l’
ultimo attacco alla Regina delle Dolomiti. Il Grand Hotel Marmolada non
sarà un piccolo albergo di montagna, poche stanze, piumoni, stube,
minestrone, capriolo con polenta. Nel palazzo centrale ci saranno 100
appartamenti e attorno saranno costruiti 54 chalet: in tutto 248
stanze, più il centro benessere, quello per congressi, piscine coperte,
saloni, negozi, palestre~ Ottanta – novantamila metri cubi di cemento
davanti alla montagna più bella, la Marmolada. «è uno scempio
ambientale, e non solo» dice Fausto De Stefani, presidente dell’
associazione ecologista Mountain Wilderness. «La vita sulle Alpi si
difende costruendo un equilibrio fra le comunità. Qui invece arriva una
massa di cemento, imposta da interessi imprenditoriali, che rompe ogni
equilibrio. L’ identità e la storia di Rocca Pietore vengono
cancellate. Gli artigiani e i piccoli imprenditori di questa conca
avranno purtroppo un solo futuro: andare a fare i camerieri al Grand
Hotel». L’ insulto alla Regina delle Dolomiti dura ormai da troppi
anni. Strade scavate nel ghiacciaio per costruire i nuovi impianti
della funivia, crepacci usati come discariche, silenzio spezzato dagli
elicotteri che portano in vetta gli appassionati di eliski. Non si
scompone, il sindaco albergatore Maurizio De Cassan. Resiste anche alle
critiche dei suoi colleghi della Federalberghi, che hanno definito il
progetto «una svendita del territorio, un’ eresia, perché non può
esistere turismo senza bellezza». «Quelli lì – dice – parlano senza
conoscere bene le cose. Qui alberghi a 4 o 5 stelle non ne abbiamo e
certi clienti non vengono nei nostri tre stelle. E poi piscine e centro
benessere saranno aperti anche ai clienti degli altri hotel che faranno
le convenzioni». Tutto iniziò nel 2005, quando in consiglio comunale
venne approvata la cosiddetta «variante Vascellari», pochi giorni prima
che la Regione Veneto bloccasse le modifiche ai Prg. Mario Vascellari è
presidente della società Tofana Marmolada proprietaria della funivia
che porta in cima alla regina delle Dolomiti (ristrutturata nel 2005
con 15,5 milioni di euro, 6 dei quali dati dalla Regione Veneto a fondo
perduto). Valentino Vascellari, fratello di Mario, è il presidente
dell’ Associazione industriali di Belluno (e socio nella società della
funivia) che l’ altro giorno ha presentato il progetto di Malga Ciapela
assieme ad un altro hotel da 180 camere a Sappada. «I fratelli
Vascellari – dice il sindaco Maurizio De Cassan – sono anche i soci
principali della società che vuole costruire il Grand Hotel resort. Del
resto, la variante del 2005, quella che abbiamo approvato in consiglio,
l’ avevano preparata, e pagata, proprio loro. Così ho risparmiato i
soldi della comunità». Contro il «mostro della Marmolada» si alzarono
subito polemiche. «Nonostante le proteste il progetto è rimasto quello
iniziale. Il corpo centrale sarà alto 12 metri e mezzo, più qualche
torre». Già oggi gli appartamenti non mancano, a Rocca Pietore e
frazioni. Secondo il censimento del 2001 per 1.451 abitanti (e 650
famiglie) ci sono 1.887 abitazioni. «Penso che in 5 anni – dice il
sindaco – il resort sarà realizzato. Credo che costerà 50 milioni».
Walter De Cassan, presidente della Federalberghi di Belluno, è
infuriato con il quasi omonimo sindaco di Rocca Pietore e con chi, come
lui, «butta via il territorio». «Il Grand Hotel di Malga Ciapela è una
follia. Nel bellunese i letti degli alberghi sono occupati solo per il
40%. Il problema è fare conoscere le nostre Dolomiti, altro che
costruire nuovi hotel portando tonnellate di cemento sulla Marmolada».
Per capire la differenza fra un hotel a gestione familiare e l’ albergo
gestito da una catena nazionale o internazionale, basta entrare all’
hotel Principe Marmolada, a Malga Ciapela, che fa parte della Emmegi
hotel srl con sede a Milano. Con sette gradi sottozero nel menù del
pranzo si offrono riso all’ inglese e prosciutto e melone. Nessuna
traccia di zuppe o polenta. Acquisti e menù sono decisi a livello
nazionale, e la tavola del ristorante davanti alla Marmolada è uguale a
quella di un self service milanese. «Il grande complesso alberghiero –
dice Luigi Casanova, vice presidente di Cipra, la Commissione
internazionale per la protezione delle Alpi – è invadente, cancella l’
identità della popolazione locale, frantuma le filiere corte dell’
economia che ancora oggi resistono. Cancella l’ artigianato, i piccoli
albergatori, gli affittacamere». La battaglia di Mountain Wilderness
per difendere «l’ ultimo vero ghiacciaio delle Dolomiti» è iniziata nel
1988. «In quell’ estate – ricorda Fausto De Stefani – raccogliemmo
centinaia di sacchi di immondizie sotto la parete sud. Ci calammo nei
crepacci per raccogliere funi, plastiche, prodotti chimici, rifiuti di
ogni tipo scaricati dalla società della funivia assieme a oli esausti e
carburanti». Per questo inquinamento la società funivie Tofana
Marmolada è stata multata di 100.000 euro, da pagare alla Provincia di
Belluno come risarcimento per danni ambientali. Il 4 febbraio 2008, a
Cavalese, tre rappresentanti della stessa società sono stati condannati
a 8 mesi di reclusione (indultati) per avere costruito senza
autorizzazioni una strada di accesso al cantiere della funivia, nel
cuore del ghiacciaio. Fra i condannati anche il presidente della
società, Mario Vascellari, che assieme al fratello Valentino (il
presidente degli industriali bellunesi) ora ha il permesso di costruire
il mega resort di Malga Ciapela. Valentino Vascellari non ha certo
risparmiato elogi al progetto. «Il turismo bellunese – ha detto –
uscirà dall’ età della pietra». Ed entrerà nell’ età del cemento ad
alta quota. Colato fra i cristalli di ghiaccio della Marmolada.
JENNER MELETTI

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1 Response to MEGA RESORT DI MALGA CIAPELA: IL “SISTEMA” VASCELLARI SU REPUBBLICA…

  1. Piero Venturini says:

    per il progetto edilizio di Malga Ciapela è stata lanciata un’iniziativa: gli aderenti inviano una email al sindaco di Rocca Pietore, maurizio De Cassan (rocca.pietore@agordino.bl.it) in cui si promette di non mettere mai piede, per tutta la vita, nelle strutture progettate, neanche se il soggiorno venisse regalato. La mail va girata al sottoscritto (pie.ven@tele2.it) che ne conserva copia e tiene il conto. Per ora sono arrivate 65 promesse.
    Piero Venturini-Bologna

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